Vista da Selam Palace con l'esercito davanti

Paura contagio al Selam Palace, palazzina occupata a Roma

Il Selam Palace si trova nella periferia sud est di Roma nel quartiere della Romanina ed è un palazzo – proprietà dell’Esarco – occupato da famiglie di migranti dal 2006, dopo lo sgombero di un’altra storica occupazione l’Hotel Africa alla Stazione Tiburtina. Nessuno sa con esattezza in quanti ci vivano, anche perché c’è un ricambio molto frequente in quanto è diventato luogo passaggio per richiedenti asilo che non hanno ottenuto o hanno perso la protezione, dublinati (richiedenti asilo respinti da altri paesi europei) e persone che hanno perso lavoro o casa. Una situazione già di per se’ precaria è da due giorni la prima zona rossa all’interno della Capitale. Sono stati infatti ricoverati come sospetti infettati di coronavirus, prima una coppia di sudanesi all’ospedale di Tor Vergata, poi risultati negativi, e poi altri due residenti sono stati portati via in ambulanza per sintomatologia sospetta. «E’ stata posizionata una tenda di triage di fronte alla struttura – dice a Covid Italia News la presidente del Municipio VII Monica Lozzi (5stelle) – e la Asl (Roma2 ndr) sta procedendo ai tamponi. I primi risultati sono conforanti perché sono tutti negativi ma per fare lo screening a tutti gli ospiti del Selam Palace ci vorranno giorni quindi attendiamo».

La struttura occupata è stata chiusa, dal 6 aprile, con lo spiegamento di unità dell’Esercito Italiano che blocca l’ingresso al cortile del palazzo, quindi nessuno può uscire o entrare fino almeno alla fine dello screening. Al Palace lavora da anni l’associazione Cittadini del Mondo che da tempo aveva lanciato l’allarme sulla pericolosità della situazione in tempi di pandemia del posto occupato. «Abbiamo spiegato i rischi della malattia, abbiamo continuato a lavorare, ma non riuscivamo a dare i dispositivi a tutti, perché le mascherine non ci sono – spiega la presidente dell’Associazione Cittadini del mondo al Redattore Sociale dottoressa Donatella D’Angelo – Mi sono rivolta a tutti in queste settimane: ho chiamato Asl, comune e regione. Ci hanno risposto con la lentezza tipica delle istituzioni, anche se il momento richiede di agire in fretta”.

Sabato scorso era andato a visitare il Selam Palace l’elemosiniere del Papa, Konrad Krajewski , per portare personalmente mascherine e altri dispositivi di protezione. Al suo interno vivono cittadini provenienti da Eritre, Etiopia, Somalia e Sudan.

Anche la presidente del Muncipio conferma di aver segnalato la situazione al Campidoglio «Più di così non potevamo fare, ma avevamo da tempo iniziato un servizio per portare cibo ai residenti del Selam Palace ». Chiediamo cosa potrebbe succedere se si trovassero più persone positive al tampone e quindi si dovesse procedere ad un’evacuazione del palazzo «Non è una cosa che può competere al Municipio – ci risponde la presidente Lozzi – in caso ci dovrà pensare il Comune».

Il numero degli abitanti del palazzo varia da 500 a 800 persone, con numerose sono le famiglie che vivono in 5 o 6 in una stanza. L’edificio è un ex palazzina dell’Università la Sapienza che non è assolutamente ideale per un’occupazione abitativa di famiglie. Anche l’associazione Cittadini del Mondo afferma che avevano prevenuto dei rischi di questa promiscuità le autorità sanitarie. «La asl RM2, che avevamo contatto a lungo senza esito, ci chiede di andare lì ad aiutarli, ma senza metterci a disposizione i dispositivi necessari. Noi non possiamo mettere a rischio i volontari e le persone che sono lì: serve un intervento serio – spiega a Il Redattore Sociale la dottoressa D’Angelo che con la sua associazione tiene un presidio ambulatoriale al piano terra del Selam Palace – Ci si deve organizzare: vanno fatti i tamponi a coloro che sicuramente hanno avuto contatti con i casi risultati positivi, e misurata la febbre a tutti due volte a giorno in una struttura esterna attrezzata. Noi rinnoviamo la nostra piena collaborazione con le istituzioni, perché come associazione conosciamo il posto e tante persone che ci vivono da anni».

A Roma ci sono tra i 70 e i 90 palazzi occupati, molti con modalità di abitazione monofamiliare, ma altri con una densità e promiscuità molto alta. L’arrivo del virus rende queste situazioni estremamente a rischio. Il Municipio VII per la sua parte afferma che solo il Selam Palace aveva delle caratteristiche di rischio per un eventuale contagio coronavirus. Cosa succederà nei prossimi giorni per gli abitanti di questa ,o altre occupazioni, ancora non si sa, non resta che non aspettare l’esito dei tamponi che stanno facendo in queste ore.

(Foto dal profilo Facebook della dott.ssa D’Angelo)

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