Notte prima degli esami. I dubbi dei liceali di Avellino alle prese con la DAD (didattica a distanza)

La DAD (Didattica A Distanza), acronimo ormai diventato di comune utilizzo, dopo qualche iniziale difficoltà è entrata a regime, e anzi prepara il campo ad una rivoluzione nel mondo scolastico che non può più essere ignorata.

Sono oltre otto milioni gli studenti dell’anno scolastico 2019-2020 in Italia secondo i dati del MIUR, ministero istruzione università e ricerca. Il 6% secondo il Ministero non vengono raggiunti dalle lezioni online quindi tra i 400 e i 500 mila studenti. Ma per il resto il decreto Cura Italia ha stanziato 85 milioni di euro per la DAD, 75 milioni dedicati a fornire dispositivi come tablet e connessioni internet per chi non ce le ha e i restanti 10 per la formazione dei docenti e per le piattaforme della didattica a distanza.
(qui il decreto del MI del 26 marzo 2020, n. 187, con il dettaglio delle cifre scuola per scuola)

Gli alunni delle superiori di Avellino

Ma come la vivono i ragazzi nel concreto? Covid Italia News ha intervistato alcuni alunni delle superiori in Campania. Tre studenti di istituti superiori della città di Avellino si sono confrontati, valutando i pro e i contro di questa attivazione improvvisa che li ha costretti a casa, tra piattaforme e chat, esercitazioni ed interrogazioni al computer, nuovi orari e confronti con insegnanti. 

Dopo un’iniziale difficoltà nelle prime settimane, dovuta proprio all’urgenza con cui è stato necessario attivare la formazione a distanza, sono emersi anche aspetti positivi: «Abbiamo recuperato un rapporto di vicinanza con i nostri insegnanti, che come noi, ma allo stesso tempo non ‘nativi digitali’, si sono trovati ad affrontare una situazione di difficoltà in cui diventa istintivo aiutarsi a vicenda – spiega Antonio, 16 anni, nella rappresentanza d’Istituto del Convitto Liceo Classico Europeo di Avellino – anche il rapporto con i compagni di classe è più forte, aspettiamo la mezzanotte per festeggiare i compleanni, ci sentiamo più vicini. Di negativo, c’è di sicuro che viviamo troppe ore davanti al computer o al telefono e siamo perennemente connessi, utilizzando oltre alla piattaforma anche la chat di whatsapp per esercitazioni o verifica dei compiti; il carico di lavoro per studenti e insegnanti è troppo, l’esperienza è stressante anche se nel complesso positiva. La scuola italiana si era arenata sui vecchi stili, di sicuro questo è un punto di partenza che deve orientare sempre più verso la formazione tecnologica».

Difficile il passaggio al digitale per chi già aveva problemi

Intanto, l’istituto ha messo a disposizione dei computer in comodato d’uso per chi non ne aveva disponibilità. Questo aspetto, oltre alla difficoltà di connessione in rete, non va sottovalutato nell’attivazione della DAD, come spiega Lorenzo, 18 anni, rappresentante d’istituto dell’Imbriani, liceo scientifico di scienze applicate, musicale e linguistico, che conta ben 1500 studenti al suo interno:

«Chi abita in paese ha difficoltà a collegarsi e seguire le videolezioni».

Lorenzo è anche rappresentante nella Consulta regionale, riesce quindi a dare una panoramica della situazione negli altri Istituti provinciali, confermando che «le scuole che avevano già difficoltà sulla didattica normale, non hanno retto questo passaggio, ma complessivamente la gran parte degli istituti superiori nella regione Campania sono riusciti ad attivarsi». Con un occhio anche al mondo universitario, dove «si riesce con le video lezioni ad andare incontro a tante problematiche legate agli spostamenti o alle aule piene, quindi è un elemento da tenere in conto anche in futuro».

Le incertezze sull’esame di maturità: niente ‘Notte prima degli esami’ cantata a squarciagola

Meno chiara appare la situazione riguardante l’esame di stato, su cui pure la Consulta nazionale degli studenti si è confrontata con la ministra Azzolina, elaborando delle proposte ancora al vaglio: «Viviamo la forte difficoltà a concepire un esempio di esame di stato, visti tutti i cambiamenti avvenuti negli ultimi due anni. Come consulta abbiamo proposto di abolire le prove scritte, quella di italiano e quella tecnica, per l’orale ancora si naviga a vista. La confusione è tanta, ma abbiamo bisogno di indicazioni precise quanto prima, gli studenti sono già affannati da questa situazione di stasi generale».

Proprio le modifiche sull’esame di stato, che di sicuro non potrà essere come in passato, suscitano pensieri tra gli studenti: «Nessuna nottata in auto a cantare ‘Notte prima degli esami’ con i tuoi compagni di classe in attesa della prova scritta. Niente momenti di ansia davanti ai quadri con gli ultimi voti, e nemmeno una bottiglia di spumante per festeggiare insieme dopo la prova d’esame». La sensazione prevalente è quella dello sconforto, nel 18enne Angelo, studente dell’ultimo anno dell’Istituto Agrario “F. De Sanctis” di Avellino.

Rappresentante d’Istituto, che conta 460 studenti di cui circa un centinaio che saranno impegnati nell’esame di Stato, al momento ancora piuttosto nebuloso all’orizzonte:«Ancora ieri la ministra Azzolina sembrava dare per certo l’esame online, ma ora sono di nuovo cambiate le carte in tavola. Faremo un esame in presenza con gli insegnanti? Su cosa dovremo prepararci nell’ora di colloquio che avremo? Al momento siamo riusciti ad attivare 12 ore di videolezioni contro le 36 in presenza, annullando tutti i laboratori pratici chimica, fisica, biologia, produzione vegetale che per la nostra formazione sono fondamentali. Preside e professori si sono attivati velocemente sulla didattica a distanza, ma ora non sappiamo cosa ci aspetta con l’esame di stato. È stato già faticoso trovarsi catapultati in questa dimensione, senza poter vedere compagni di classe, fidanzata, nonni. L’esame di stato è ora un grande punto interrogativo».

Ortensia Ferrara

 

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